Oggi sono qui con l'autrice di romanzi d'amore Jean C. Joachim, direttamente dagli Stati Uniti, per una speciale intervista "autrice - traduttrice".


1)Come è iniziata la tua carriera come scrittrice?

Ho iniziato a scrivere molto tempo fa. Scrivo saggistica da 35 anni o più. Ho iniziato scrivendo slogan pubblicitari e un programma alimentare per una stazione radiofonica. Mi sono specializzata in letteratura americana al college, con l'idea di poter diventare una scrittrice.


2)Qual è il primo libro che hai scritto?

“Beyond the Bake Sale, the Ultimate School Fund-Raising Book.”


3)Chi è il tuo scrittore preferito?

È difficile sceglierne solo uno. Jane Austen e Sinclair Lewis sono tra i miei preferiti. Per quanto riguarda gli scrittori moderni di romanzi d'amore, V. L. Locey e Roz Lee.


4)Qual è il tuo libro preferito? E il tuo romanzo d'amore preferito?

Orgoglio e pregiudizio è il mio libro preferito e il mio romanzo d'amore preferito. Il secondo è Dodsworth: il romanzo di un americano in Europa, di Sinclair Lewis. Amo tutti i romanzi d'amore della Austen, in quanto ognuno di essi ha una sua morale e una sua visione della vita.


5)Cosa ti piace fare quando non scrivi?

Amo passeggiare, leggere e andare al cinema. La fotografia è il mio hobby.


6)Da dove prendi ispirazione per i tuoi romanzi?

È difficile da dire. Ci sono delle storie che mi frullano in testa, alcune di tanto tempo fa, altre nuove di zecca. Poi mi capita di vedere qualcosa e mi dico: “e se...?” E così che nascono le mie storie. È quasi imbarazzante quando la gente mi fa questa domanda, perché non so davvero da dove arrivano le mie storie. I personaggi mi vengono in mente all'improvviso e continuano a 'importunarmi' finché non scrivo la loro storia. Mi piace avere una mente così creativa. Ma non c'è un interruttore per spegnere la mente e a volte sono sopraffatta dalla quantità di storie che cercano la mia attenzione.


7)C'è una citazione di un libro che hai letto che ti piace particolarmente?

Sì. È tratta dal romanzo "Flow" di V. L. Locey. Il protagonista descrive un bambino che sta imparando a giocare a hockey. E sua madre pensa che lui sia il migliore. Il personaggio lo descrive come “una specie di Draco Malfoy sotto effetto di steroidi.” Ho riso a crepapelle.


8)Tra tutti i libri che hai scritto, in quale personaggio ti immedesimi di più?

Questa è una domanda difficile. Penso che ci sia un po’ di me stessa in tutti i miei personaggi. Devo immedesimarmi in loro, mettermi nei loro panni, descrivere in modo sincero i loro sentimenti e i loro pensieri. Altrimenti, non sarebbero genuini. Credo di potermi descrivere come un incrocio tra Jo Parker e Callie Richards. Sono due personaggi molto diversi, di due serie diverse.


9)C'è un posto dove preferisci scrivere?

Preferisco scrivere la mattina presto, all'aperto, sulla pedana in legno del nostro piccolo cottage, al nord dello stato. Durante le giornate invernali, fredde e ventose, mi piace accoccolarmi sul divano del soggiorno a scrivere, mentre mio marito dorme.


10)Di solito segui qualche rituale o hai un oggetto speciale sulla tua scrivania mentre scrivi?

Ho quasi sempre una tazza di tè caldo accanto a me mentre scrivo. Avevo sempre il mio amato carlino, Homer, al mio fianco. Ma ora lui non c'è più. Mi manca. Era la mia musa e il suo amore e la sua protezione mi aiutavano a connettermi con i miei pensieri interiori.


11)Prepari una scaletta quando inizi a scrivere un romanzo o preferisci lasciarti trasportare dalle tue emozioni?

Scrivo spesso quella che definisco una “sequenza di scene”. In un certo senso, uno schema molto generale. Solo una frase o due su cosa dovrebbe accadere in ogni scena. E non tutte le scene sono incluse. È molto generico, perché mi piace che la storia abbia una vita tutta sua. Poi mi lascio trasportare, salgo sul tappeto volante e mi lascio condurre dove mi porta la storia. Adoro tutto questo. Questa è la mia più grande emozione, guardare la storia prendere una svolta diversa e ottenere un risultato molto migliore di quanto mi aspettassi.


12)Nei tuoi romanzi, ci sono frequenti riferimenti al cibo. Quindi, qual è il tuo piatto preferito?

Amo il cibo. Ma sono decisamente un'amante dei dolci. Penso che il cibo abbia un ruolo importante in una storia d'amore. Condividere i pasti, cucinare insieme, un uomo che porta una donna in un ristorante di lusso o in un ristorante intimo e accogliente. Credo che faccia tutto parte del corteggiamento e del romanticismo. E della famiglia. Adoro le festività, che ruotano molto intorno al cibo, secondo me. Il pranzo del Ringraziamento è uno dei pasti che ho sempre amato particolarmente. Sono stati dei bei momenti per me, mentre crescevo. Dei bei pranzi festivi in famiglia, con le persone che amavo, all'insegna del buon umore. Immagino che quei sentimenti vengano fuori anche nelle mie storie.


13)Perché pensi che sia importante tradurre i tuoi libri in altre lingue e suggeriresti ad altri scrittori di fare lo stesso?

So che gli americani credono di essere i migliori in assoluto a questo mondo, ma ci sono tante persone là fuori che non vivono negli Stati Uniti. Voglio condividere le mie storie con tutte le persone che potrebbero apprezzarle. Per quanto riguarda gli altri autori, credo che, non uscendo dai confini degli Stati Uniti, perdano una grossa opportunità. Ho dei fan meravigliosi in Italia e spero, un giorno, di andare lì per incontrarli. Le storie d'amore non conoscono confini e accadono in ogni angolo del mondo. Allora perché porre limiti alle mie storie d'amore?


14)Pensi che sia una buona abitudine quella di avere un solo traduttore per ogni lingua? E pensi che sia importante permettere a lui (o a lei) di farti delle domande nel caso in cui abbiano dei dubbi durante la traduzione?

Mi piace creare un rapporto di vicinanza con un traduttore. Ho scritto così tanti libri che a volte ho bisogno di più di un traduttore per diffonderli. Ma credo che un traduttore sia importante quanto un editore. Diventiamo una squadra. Tutte le domande sono ben accette. Non posso pretendere che un traduttore faccia il miglior lavoro possibile senza porre domande e chiedere chiarimenti.


Today, I’m here with the American romance author Jean C. Joachim for a special “author – translator” interview.


1)How did your writing career start?

I started writing a long time ago. I’ve been writing nonfiction for 35 or more years. I started writing advertising copy and a food program for a radio station. I majored in American literature in college, with the idea that I might be a writer.


2)What’s the first book you wrote?

“Beyond the Bake Sale, the Ultimate School Fund-Raising Book.”


3)Who is your favourite writer?

It’s hard to pick only one. Jane Austen and Sinclair Lewis are two favorites. Current romance writers, V. L. Locey and Roz Lee.


4)What’s your favourite book? And your favourite romance book?

Pride and Prejudice is my favorite book and my favorite romance book. Second is Dodsworth, by Sinclair Lewis. I love all the Austen romance books, each has its own lessons and view of life back then.


5)What do you like to do when you are not writing?

I love to walk, read and go to the movies. Photography is my hobby.


6)Where do you get inspiration for your novels?

That’s hard to say. I have stories swirling in my head, some stories from long ago, some brand new. Then I’ll see something, and say to myself, “what if?” And a story is born. It’s almost embarrassing when people ask me this question, because I don’t really know where the stories come from. The characters just land in my brain and bother me until I write their story. I love having that kind of creative brain. But there is no off switch and sometimes I get overwhelmed by the number of stories seeking my attention.


7)Is there a quote from a book you have read you like particularly?

Yes. From the book “Flow” by V. L. Locey. Her main character is describing a child who’s learning hockey. And his mother thinks he’s the greatest. The character describes him as “Draco Malfoy on steroids.” I laughed out loud at that.


8)In all the books you have written, which character can you relate to the most?

This is a tough question. I think there’s a little bit of me in all my characters. I have to become them, step into their shoes, to write their feelings and thoughts honestly. Otherwise, they wouldn’t be genuine. I guess I can best describe myself as a cross between Jo Parker and Callie Richards. From two different series, and two very different characters.


9)Is there a place where you prefer to write?

I prefer to write in the early morning, outside on the deck at our little cabin upstate. During the cold, blustery days of winter, I like to snuggle down on the living room sofa and write while my husband sleeps.


10)Do you usually follow some rituals or have a special object on your desk while you are writing?

I almost always have a mug of hot tea next to me when I’m writing. I used to have my beloved pug, Homer by my side, too. But he’s gone now. I miss him. He was my muse, his love and protection helped me connect with my inner thoughts.


11)Do you prepare a schedule when you start writing a novel or do you prefer to surrender to your emotions?

I often write what I call a “sequence of scenes”. It’s almost like a very loose outline. Just a sentence or two about what’s supposed to happen in each scene. And not all the scenes are included. It’s loose because I like the story to take on a life of it’s own. Then I’m just hanging on, taking the magic carpet ride wherever the story takes me. I love that so much. That’s my biggest thrill, watching the story take a different turn and come out so much better than I had expected.


12)You often mention food in your novels. So, which is your favourite dish?

I love food. But I’m a dessert person, definitely. I think food plays an important part in romance. Sharing meals, preparing meals together, a man taking a woman to a fancy restaurant, or a cozy, intimate restaurant. I believe it’s all part of courtship and romance. And family. I love holidays, which revolve a lot around food for me. The Thanksgiving meal is one I have always loved so much. Those were good times for me, growing up. Big holiday meals with family I loved and everyone in a good mood. I guess those feelings come across in my stories.


13)Why do you think it is important to have your books translated into other languages and would you suggest other writers to do the same?

I know that Americans feel we are the absolute best in this world, but there are a lot more people out there than just live in the U.S.A. I want to share my stories with anyone I think would enjoy them. As for other authors, if they aren’t moving outside the U.S., they are missing out. I have wonderful fans in Italy and am hoping, someday, to get there and meet them. Love stories know no boundaries, they take place in every corner of the world. So why restrict my love stories?


14)Do you think it is a good practice to have just one translator for each language? And do you think it’s important to allow him or her to ask questions to you in case they have a doubt while translating?

I love it when I can be close to a translator. I have so many books, that I sometimes need more than one translator to get them out there. But I feel that a translator is as important as an editor. We become a team. All questions are welcome. I can’t expect a translator to do the best job possible without asking questions and getting things clarified.